Ø
Nasce
negli anni sessanta in Brasile ad opera del regista teatrale Augusto
Boal.
Ø
I
principi pedagogici a cui si ispira sono quelli teorizzati da Paulo
Freire nei testi base “Educazione come pratica di libertà” e “La
pedagogia degli oppressi” editi da “Mondadori”.
Ø
Boal
e Freire, collaborando attivamente, affiancano ben presto all’obiettivo
principale di elevare la cultura delle masse quello di coscientizzarle
politicamente. Allo scopo Boal elabora la tecnica del Teatro Forum.
Ø
Questo
impegno, portato avanti con costanza e diffuso capillarmente (venivano
attrezzati allo scopo più carrozzoni itineranti che raggiungevano i diversi
villaggi), disturbò ed allarmò ben presto il regime politico/militare allora
imperante.
Ø
Le
attività vennero presto bloccate e proibite su tutto il territorio e Boal e
Freire vengono esiliati.
Ø
Boal
in Argentina non cessa l’impegno politico. In quel paese anzi elabora la
tecnica che oggi è conosciuta come Teatro
Invisibile.
Ø
Dopo
diverse vicissitudini si vede costretto ad un nuovo esilio, che lo porta ad
approdare nel continente europeo.
Ø
A
Parigi, dove viene subito ben accolto, fonda il Centro Europeo del Teatro dell’Oppresso ed elabora (quasi
costretto dall’evidenza dei fatti) un’ulteriore tecnica,
Le Flic dans la tete,
(Il poliziotto nella testa) tecnica a cui approda grazie all’ampliamento ed
approfondimento della già conosciuta ed utilizzata tecnica del Teatro
Immagine. La tecnica del Flic è
la più “psicologizzata” tra quelle da lui elaborate e sperimentate fino ad
oggi. Ha infatti affinità con lo psicodramma di Jacob Moreno, in quanto come
questo si pone l’obiettivo di lavorare sulle oppressioni più emozionali e
profonde delle persone.
Ø
Oggi
il T.d.O. è presente, conosciuto ed
utilizzato da molti gruppi locali, in quasi tutti i paesi del mondo, come
tecnica di coscientizzazione dell’individuo e delle masse.
Ø
Freire,
dopo aver insegnato in Cile e negli Stati Uniti, si stabilisce in Svizzera dove
continua la ricerca, come esperto in problemi educativi per il terzo mondo,
presso il Consiglio Mondiale delle Chiese. Morirà nel 1998.
Ø
Boal
torna di nuovo in Brasile ( è caduto il regime militare che lo perseguitava )
dove continua l’impegno politico unito alla ricerca e alla formazione col
metodo da lui elaborato.
Ø
Eletto
alla Camera dei Vereadores (equivalente del nostro Parlamento) elabora ed affina
la tecnica, chiamata “Teatro
Legislativo”.
Ø
Terminato
il mandato politico si muove attualmente tra l’impegno politico e sociale e il
ruolo di formatore e consulente in tutti i paesi del mondo dove sia attiva una
seria sperimentazione del suo metodo.
Ø
Per
quanto riguarda la formazione, uno dei riferimenti principali utilizzati da Boal,
nel lavoro teatrale, è il metodo Stanislavskij.
Ø
Il suo lavoro è stato tradotto nei due testi base “Il poliziotto e la
maschera” e
“
L’arcobaleno dei desideri” entrambi editi da “Meridiana”.
Programma del laboratorio teatrale TdO
L’esperienza
privilegerà l’applicazione coscientizzante del metodo T.d.O. mediante le sue
tecniche base.
Per
quanto riguarda il contenuto specifico del lavoro, sarà il percorso stesso a
definirlo sulla base della volontà e dei bisogni dei singoli e/o del gruppo.
Questa scelta, in sintonia con lo stile non
direttivo di conduzione degli incontri, rappresenta una delle peculiarità e
pregi del metodo.
Obiettivi
1)
Presa di coscienza rispetto al proprio ruolo (genitore, operatore di
servizio, ecc. ecc. ) e alle risorse, difficoltà, contraddizioni ad esso
connesse.
2)
Elaborare una forma di comunicazione “efficace” ed “efficiente”
non solo attraverso la verbalizzazione, ma anche attraverso il linguaggio
analogico, in particolare quello del corpo, affrontando e confrontando i due
modi di comunicare nei vari contesti esperienziali (gruppo di amici, gruppo di
lavoro, gruppo familiare, ecc. ecc) e con attenzione ai
vari ruoli “giocati” e con cui si entra in gioco.
3)
Esplorare situazioni, vissuti, strategie di comportamento proprie ed
altrui grazie alla metodologia attiva e alla ricchezza esperienziale del gruppo,
con attenzione particolare a quelle situazioni di vita che sono ricordate come
conflittuali, oppressive, perdenti.
4)
Sperimentare attivamente, grazie alla “prova in scena”,
modalità di soluzione alle situazioni
precedentemente esplorate e vissute come oppressive.
Il
teatro, con le sue proprietà specifiche, ed in particolare il teatro
dell’oppresso, con le sue tecniche, ben si presta agli obiettivi descritti in
quanto consente:
Ø
Un
repertorio esperienziale utile ad una maggiore conoscenza e coscienza del
proprio corpo, di sé, del gruppo con le sue dinamiche.
Ø
Interpretando
di volta in volta personaggi diversi, di esplorare altri modi di essere nel
mondo, oltre quello appreso, tra i quali reperire qualche cosa di utile per la
propria evoluzione.
Ø
Affrontandole
ed elaborandole sulla scena, di distanziarsi dalle situazioni conflittuali e
oppressive, oggettivandole in possibili soluzioni e proposte operative future.
Articolazione
del lavoro
Il lavoro coinvolgerà un gruppo
che possibilmente dovrebbe oscillare tra le 12/16 persone.
Per quanto riguarda i tempi di
lavoro penso ad un incontro unico, in un fine settimana, di 12
ore complessive con inizio il sabato pomeriggio e termine la domenica
pomeriggio. Per quanto riguarda l’orario ci si accorderà sulle esigenze
comuni.
Tecniche utilizzate:
Ø
i giochi
Ø
gli esercizi
Ø
il teatro immagine
Ø
il teatro forum
sono
strumenti che accentuano l’aspetto gioco, cioè l’esplorazione di più
ricche possibilità comunicative con l’altro (rappresentano il dialogo).
Sono
strumenti che consentono di acquisire una conoscenza più profonda del proprio
corpo (rappresentano il monologo). Si raggruppano i cinque categorie:
Ø
Sentire tutto quello che si tocca. Comprende gli esercizi di tatto, il senso
propriocettivo, l’equilibrio, il senso spaziale, le andature, il senso della
gravità.
Ø
Ascoltare tutto quello che si sente. Comprende gli esercizi per l’udito, il
senso ritmico, respirazione ed altri ritmi interni alla persona.
Ø
Messa in gioco di più sensi. Prevede esercizi ad occhi chiusi, con l’obbligo
quindi di sensibilizzare gli altri sensi.
Ø
Osservare tutto quello che si vede. Comprende esercizi e giochi che si basano
sull’immagine di oggetti non presenti, azioni e reazioni a distanza,
l’individuazione di “maschere” e rituali.
Ø
La memoria dei sensi. Comprende esercizi più propriamente teatrali con i
quali rivivere esperienze sensoriali ed emotive passate.
Il teatro immagine introduce al linguaggio corporeo. Si elimina la parola e la
comunicazione viene sperimentata esclusivamente con il corpo. Possiamo con
questa tecnica affrontare il concetto di immaginario collettivo attraverso i
sensi e non solo con la mente di chi riceve l’immagine.
Il teatro forum si propone di costruire la performance teatrale sul conflitto o
oppressione individuata collettivamente, al fine di elaborarla assieme, nel
tentativo di trovare una o più soluzioni
utili fra quelle individuate.
La scena porta lo spettatore al culmine dell’oppressione per poi interrompersi. Lo spettatore da passivo diventa attivo, quindi “Spett-Attore”, ed entrando in scena porta il suo vero, originale, sentito contributo, al fine di tentare di risolvere l’oppressione.
Sarà necessario prevedere una sala grande (una
palestra potrebbe andare benissimo) e comunque spazio utile a consentire un
agevole movimento individuale, con possibilità di un minimo arredo (sedie per tutti e un paio di tavoli).
Sarebbe
utile poter avere uno stereo, meglio se con CD, e (questi non
indispensabili) un paio di faretti alogeni per meglio caratterizzare le scene.
Per un lavoro ottimale è consigliata tuta e scarpe da ginnastica e
comunque abbigliamento comodo.