Giornata della memoria 2019

L’Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione di Salerno e l'Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno organizzano un percorso didattico per raccontare l’applicazione delle leggi razziali a scuola.

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Scuola Genitori

Percorso formativo laboratoriale per genitori presso l' Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno

Aprile - Giugno 2018

Brochure scuola genitori

Giornata della Memoria 2018

 In occasione della Giornata della Memoria 2018 dall'1 al 10 febbraio sarà possibile visitare la Mostra di disegni e poesie dei bambini del campo di Terezin allestita presso l'Istituto Comprensivo G. Romano di Eboli.

 

DaL 19 gennaio, presso l'Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Salerno è allestita la mostra "A scuola con il duce. L'istruzione primaria nel ventennio fascista".

La mostra ripercorre le tappe e i momenti più significativi della scuola elementare fascista attraverso pannelli riproducenti illustrazioni a colori, fotografie e testi ripresi dai manuali scolastici e dai quaderni degli scolari di allora.

 

Le immagini testimoniano il percorso di progressiva fascistizzazione delle giovani generazioni attraverso la scuola, percorso che con i decreti del 1938 ha portato all'esclusione di insegnanti e alunni ebrei dalle scuole pubbliche italiane di qualsiasi ordine e grado.

Memoria per un futuro di pace

Ass. Coordinamento Solidarietà e Cooperazione

Ass. Matrici Culturali 

Le Associazioni proponenti il progetto Casa della Pace di Salerno

      in collaborazione con

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      Comune di Salerno  Provincia di Salerno 
         

25 aprile 1945  - 25 aprile 2004

25memoria

    domenica 18 aprile 2004  ore 19.00

Salerno, Largo antistante il tempio di Pomona

MAI MORTI

testo e regia di Renato Sarti
con Bebo Storti

Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse dimenticato o non l’avesse mai appreso, che la parola antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di esistere.

 

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Mai Morti è uno spettacolo di “successo”, ma non nel senso più comune del termine. È uno spettacolo che fa notizia perché fa discutere, divide gli spettatori, fa arrabbiare, emozionare e commuovere. In sintesi: non può lasciare indifferenti e spesso scatena reazioni “forti” (che purtroppo sono arrivate addirittura alle minacce contro attore e regista).
Il testo di Renato Sarti, presentato nella sua forma breve alla Maratona di Milano nel luglio 2000, è stato prodotto nella versione completa da Teatridithalia e ha debuttato nel febbraio 2002 al Teatro dell'Elfo di Milano.È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce a questo nostalgico delle “belle imprese” del ventennio fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa dell’”ordine pubblico”, contro viados, extracomunitari, zingari e drogati.
Mai Morti era il nome di uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas. A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella repressione antipartigiana, e al magma inquietante del pianeta fascista il personaggio guarda con delirante nostalgia. È una figura di fantasia, ma tragicamente realistica: Renato Sarti, drammaturgo autore da sempre impegnato sui temi della memoria storica, ha voluto ripercorrere, attraverso i racconti di un uomo “mai pentito”, episodi della nostra storia ampiamente documentati, per far riflettere, in modo diretto e crudo, su quanto, in Italia, il razzismo, il nazionalismo e la xenofobia siano ancora difficili da estirpare.
Durante una notte milanese dei nostri giorni il protagonista si sveglia e si abbandona ai ricordi degli episodi a lui più “sacri, lontani, cari”. Evoca il bell’agire della Ettore Muti, banda fascista che Mussolini elevò a legione autonoma per l’opera di repressione, durante gli scioperi del marzo del 1944 a Milano, che rimarrà tragicamente nella memoria della città per la ferocia delle torture praticate a centinaia di antifascisti all’interno del Piccolo Teatro di via Rovello. Rivive la strage della comunità copta di Debrà Libanos, situata a novanta chilometri da Addis Abeba, dove nel 1937 il viceré Rodolfo Graziani e il generale Maletti Pietro Senior si resero protagonisti dell’eccidio di 2000 fra fedeli e diaconi. Accenna all’uso indiscriminato e massiccio dei gas da parte dell’esercito italiano in Africa contro le popolazioni civili. E ancora rievoca alcune delle più orribili imprese portate a termine dalla Decima Mas (che oggi si cerca di far passare per una pacifica combriccola di patrioti) nel Canavese e in Friuli nell’estate-autunno del 1944.
Anche il passato più prossimo, e il nostro presente, animano i suoi sogni a occhi aperti: siamo nella Milano incandescente del 1969 quando “ai funerali di piazza Fontana si doveva fare il gran botto finale. Bastava un ordigno, uno solo e nemmeno ad alto potenziale. La ressa, qualche nostro provocatore avrebbe scatenato un cataclisma, controllabile da un regime dai valori e, soprattutto, dai muscoli forti tipo quello greco dei colonnelli. (…) Allora si che si riusciva a scaraventare anarchici tranquillamente dalla finestra, raccontare frottole a destra e a manca e farla comunque sempre franca”.

 

Pubblicazioni

Consumo critico e buone pratiche

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Anno di pubblicazione: 2010

Qui non ho visto nessuna farfalla

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Materiali per una didattica della memoria

Anno di pubblicazione: 2006

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Educazione interculturale

Educazione Interculturale

Dal rispetto delle diversità all'arricchimento reciproco

Anno di pubblicazione: 2001

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