Giornata della memoria 2019

L’Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione di Salerno e l'Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno organizzano un percorso didattico per raccontare l’applicazione delle leggi razziali a scuola.

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Scuola Genitori

Percorso formativo laboratoriale per genitori presso l' Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno

Aprile - Giugno 2018

Brochure scuola genitori

Giornata della Memoria 2018

 In occasione della Giornata della Memoria 2018 dall'1 al 10 febbraio sarà possibile visitare la Mostra di disegni e poesie dei bambini del campo di Terezin allestita presso l'Istituto Comprensivo G. Romano di Eboli.

 

DaL 19 gennaio, presso l'Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Salerno è allestita la mostra "A scuola con il duce. L'istruzione primaria nel ventennio fascista".

La mostra ripercorre le tappe e i momenti più significativi della scuola elementare fascista attraverso pannelli riproducenti illustrazioni a colori, fotografie e testi ripresi dai manuali scolastici e dai quaderni degli scolari di allora.

 

Le immagini testimoniano il percorso di progressiva fascistizzazione delle giovani generazioni attraverso la scuola, percorso che con i decreti del 1938 ha portato all'esclusione di insegnanti e alunni ebrei dalle scuole pubbliche italiane di qualsiasi ordine e grado.

Laboratorio ludico di educazione ai rapporti

 

Costruire la Pace

Laboratorio ludico di accoglienza

Ottobre 2006

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Campania (L.R. 39/85) 

anno scolastico 2005-06

nelle classi prima A e prima I della Scuola Media Statale Giovanni XXIII di Cava de’ Tirreni

 

I destinatari

Le attività sono state realizzate in orario pomeridiano (15-17) e suddivise in quattro incontri di due ore ciascuno nelle classi prima I e prima A rispettivamente nella sede centrale e succursale.

Lo staff che ha curato la realizzazione del progetto

-  Referente del progetto: prof. Antonella Alfano;

-Operatori dell’Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione di Salerno: Nadia Bassano,  Angelica Casciano, Daniela Dentato, Stefania Manzo.

Le finalità

Il presente progetto è nato ed è stato sviluppato partendo dall’esigenza di educare al rispetto dell’altro come persona ed al senso di responsabilità.

Finalità, queste, che richiedono il coinvolgimento di tutte le componenti educative (famiglia, scuola, associazioni, media) per una crescita della Cultura della Pace vista soprattutto come educazione alla gestione positiva del conflitto e alla resistenza.

Per educazione alla gestione del conflitto s’intende il porre in discussione il conformismo, la complicità, la cieca obbedienza, la passività, aprendo un confronto critico e consapevole e proponendo alternative creative.

Per educazione alla resistenza s’intende l'offerta di strumenti per opporsi coscientemente alla violenza, sviluppando senso di indipendenza ed autonomia, ma anche spirito di collaborazione e di costruzione.

Gli obiettivi generali

Gli obiettivi del progetto sono:

-  educazione alla solidarietà, all'intercultura ed alla tolleranza;

- educazione alla risoluzione nonviolenta dei conflitti (addestramento a risolvere pacificamente le "liti") per sviluppare strategie comportamentali che aiutino non a rimuovere i conflitti, bensì a gestirli positivamente come elementi di crescita e di confronto;

- educazione alla legalità come lotta all'omertà, alla prepotenza ed alla sopraffazione.

 

Le attività

Sono state gestite attività ludiche che consentissero di perseguire i seguenti obiettivi:

- Conoscenza di sé e dell’altro

                - Fiducia ed Ascolto

- Condivisione e Cooperazione

- Gestione positiva dei conflitti

Le attività ludiche sono state incentrate sui giochi cooperativi, di ruolo e di simulazione:

1) Giochi cooperativi, per giocare insieme, non gli uni contro gli altri, non per vincere l’altro a tutti i costi, bensì per superare una sfida con se stessi;
2) Giochi di ruolo e di simulazione, per apprendere tecniche che attraverso la manipolazione di un modello e l’assunzione di ruoli permettano realmente di “entrare nei panni dell’altro”.

 

02.10.06 - I incontro

 Conoscenza di sé e dell’altro

 

001La ragnatela

Per prima cosa si chiede ai ragazzi di scrivere su un foglietto, che poi verrà attaccato al petto, il proprio nome e due caratteristiche positive. Dopodiché il gruppo si presenta passandosi un gomitolo: ogni volta che un ragazzo dice il proprio nome, lancia il gomitolo al compagno di fronte, che a sua volta lo passerà ad un altro, sempre ripetendo il proprio nome, fino a formare una ragnatela di lana. Quando tutti i ragazzi si sono presentati più volte ed il gomitolo finisce, si lascia cadere a terra la ragnatela.

002


003Presentazione a coppie

Si formano le coppie suggerendo a ciascun ragazzo una pietanza (“patate fritte”, “pasta e fagioli”, “tiramisù”, ecc.); ogni pietanza è doppia.

Dopodiché ciascuno dovrà cercare colui o colei a cui è stata assegnata la sua stessa pietanza, ripetendola ad alta voce nell’aula.

Una volta riunite tutte le coppie, seduti uno di fronte all’altro, ciascuno si presenta all’altro in circa tre minuti, che deve ascoltare senza fare domande, osservazioni o altro. Poi si invertono i ruoli. Seduti in circolo, ognuno deve presentare al gruppo il proprio compagno.

Al termine si procede alla verifica, chiedendo se è stato facile o difficile parlare di sé al compagno; se è stato facile o difficile ascoltare il compagno senza intervenire; come ci si è sentiti nella descrizione del compagno e se ci sono state aggiunte, omissioni o interpretazioni diverse, e riportando il tutto su un cartellone.

 

004C’è un messaggio per te

Si chiede ai bambini un impegno per le successive tre settimane: riempire, giorno dopo giorno, una scatola con dei biglietti anonimi, ciascuno rivolto ad un compagno di classe, cercando in questi qualcosa di bello, magari facendogli un complimento, ringraziandolo per qualcosa o solo esortandolo a migliorare. L’ultimo giorno la scatola viene aperta ed i biglietti letti.

 

006005Le carte dei sentimenti

Dopo averle mischiate si distribuiscono cinque o più “carte dei sentimenti” (“euforico”, “nervoso”, “annoiato”, ecc.), coperte, a ciascun ragazzo.

Terminata la distribuzione ciascuno legge le proprie carte.

Ognuno prova a trovare il sentimento che meglio lo definisce (“come mi sento”) tra gli aggettivi indicati dalle carte.

Il conduttore a questo punto invita i partecipanti ad aggirarsi per l’aula, tenendo ben visibili le carte, in modo da poter scambiare con i compagni quelle che esprimono sentimenti in cui non ci si riconosce.

Dopodichè ciascuno seleziona tra le proprie carte le due che meglio lo definiscono e scarta le rimanenti. Il conduttore mette tutte le carte scartate su una sedia al centro.

Chi vuole può ancora fare un ultimo scambio.

A rotazione ciascuno spiega la scelta ed il significato delle proprie carte. Al termine si procede alla verifica, esprimendosi liberamente:

- riesco ad identificare i miei sentimenti?

- mi riesce facile o difficile esprimerli?

$1-      ho l’abitudine di esplorare i miei sentimenti?

09.10.06 - II incontro

 Fiducia ed Ascolto

007Cambiamo sedia

Attività di riscaldamento per conoscersi meglio.

Togliere una sedia dal circolo. Tutti i ragazzi sono seduti in circolo, ognuno su una sedia. Un ragazzo al centro dice “cambiano posto tutti quelli...” (es. che hanno un animale domestico, che hanno fratelli o sorelle, a cui piacciono i dolci, che amano nuotare, ecc.).

Spiegare che l’obiettivo del gioco è quello di conoscersi meglio, pertanto è preferibile puntare su aspetti che ci interessa conoscere dei compagni, evitando quelli già evidenti (es. tutti quelli con i capelli lunghi).

 

 

008La scossa di energia

Il gruppo sta in cerchio e si tiene per mano. L’animatore invia una o più scosse a destra ed a sinistra contemporaneamente. Di fronte a lui, due ragazzi, separati dall’animatore dallo stesso numero di soggetti, aspettano che arrivi la scossa: in quel momento, uno deve battere il pugno contro la mano aperta che l’altro tiene sotto di lui, mentre il secondo deve togliere velocemente la mano. Vince chi è più bravo a colpire o ad evitare il colpo, dopodiché i ruoli si invertono. Le scosse non devono ovviamente perdersi. Si può accelerare il ritmo ed aumentare le scosse. L’attività presuppone percezione tattile, concentrazione e silenzio.

 

009010Il gioco della carta

Viene consegnato ad ognuno un foglio di carta e si chiede di scrivere tre cose che fanno paura.

Poi si raccolgono i foglietti (piegati ed anonimi) e mischiati si riconsegnano in modo che tutti abbiano quello di qualcun altro. Seduti in circolo ciascuno legge le risposte specificando se può riferirsi anche a sé stesso. Insieme si cercano soluzioni alle paure.

Questo esercizio aiuta a rendersi conto che gli altri hanno le nostre stesse paure e preoccupazioni; questo aiuta la comunità a rafforzarsi

 

011012Mi manca qualcosa che ha l’altro

 Si formano le coppie: in ogni coppia il primo, bendato, non può parlare, mentre il secondo non può usare le mani. Usando le abilità di ciascuno, essi dovranno rappresentare una situazione o un soggetto con un disegno. Al termine ogni coppia presenterà agli altri la propria realizzazione. Scopo dell’attività è favorire l’empatia ed affinare la capacità di spiegare, ascoltare e cooperare, nonché riconoscere la necessità di un aiuto altrui nel realizzare un’impresa.

16.10.06 - III incontro

 Condivisione e Cooperazione

013CIAO, BAO, MIAO

E’ un’attività di riscaldamento.

Tutti prendono posto su alcune sedie disposte in circolo, meno uno che sta in mezzo. Al giocatore al centro si bendano gli occhi, quindi gli altri cambiano rapidamente posto.

Il giocatore bendato va a sedersi sulle ginocchia di uno di quelli in circolo e dice CIAO, BAO, MIAO; il compagno che lo tiene in braccio ripete, camuffando la propria voce, CIAO, BAO, MIAO; il giocatore bendato cerca di indovinare l’identità del compagno.

Che indovini o no, dopo il terzo tentativo il gioco riprende con un altro giocatore al centro.

 

014Favola di gruppo

I partecipanti siedono in circolo ed uno di loro comincia a raccontare una storia.

Chi è accanto continua il racconto da dove il suo compagno l’ha lasciato.

Ciascuno ripete tutta la storia dall’inizio. Si prosegue il giro fino a quando la storia può ritenersi conclusa.

Obiettivo dell’attività è favorire la cooperazione e l’ascolto.

 

015Il mimo

Cinque volontari escono con il conduttore. Quest’ultimo spiega che ciascun ragazzo dovrà mimare un sentimento: “impazienza”, “rabbia”, “dolore”, “gioia”, ecc., e poi il “nulla”.

Al loro rientro il gruppo dovrà capire di quali sentimenti si tratta; ciascun mimo interrompe la performance quando uno dei partecipanti individua qual è il sentimento rappresentato.

Chi mima il “nulla” darà adito a diverse interpretazioni, ma non verrà mai fuori la parola nulla. Alla fine il conduttore svela al gruppo che doveva mimare il “nulla”, nessun sentimento appunto.

Questa attività fa sperimentare che non si può non comunicare (“assioma della comunicazione”) e stimola la comunicazione non verbale.

23.10.06 - IV incontro

 Gestione positiva dei conflitti



Ciài Cichiciài Cichiciài Popof

Il gruppo è seduto in cerchio. Il conduttore inizia a canticchiare “Ciài Cichiciài Cichiciài Popof”, associando la filastrocca ad un particolare movimento delle mani o dei piedi. Al successivo “Ciài Cichiciài Cichiciài Popof” il compagno seduto al suo fianco inizia ad imitare il movimento ed a recitare la filastrocca, che poi passa al successivo, senza che i precedenti smettano, e via via fino ad arrivare di nuovo al conduttore.

Egli allora, sempre senza smettere di cantare, cambia però movimento, che si diffonderà nel cerchio come il precedente; i partecipanti, uno dopo l’altro, sempre cantando, sostituiscono il vecchio movimento con il nuovo.

Sequenza dei movimenti:

 battere il petto con le palme;

battere le cosce con le palme;

pestare i piedi;

battere le mani;

battere le mani in testa;

schioccare le dita;

saltellare su un solo piede, ecc.

016017Semantica del conflitto

Ognuno scrive su un foglietto la propria definizione dei termini “guerra”, “aggressività”, “violenza” e “conflitto”.

Poi si formano gruppi da cinque: ciascun gruppo concorda un’unica definizione per ciascuno dei quattro termini e le riporta su cartellone. Un portavoce illustra al gruppo quanto emerso.

Il conduttore cita le definizioni da vocabolario dei quattro termini, facendo  notare che comunemente si da’ al conflitto una connotazione negativa, mentre esso può essere una risorsa, un’opportunità.

Si spiega che le differenti forme di violenza e la guerra sono esempi di modalità distruttive di gestione del conflitto, mentre la mediazione, la negoziazione e la nonviolenza sono approcci costruttivi di gestione del conflitto; si fa inoltre notare che, con l’art. 11 (“L’Italia ripudia la guerra come offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”), da oltre cinquant’anni la nostra Costituzione ci invita a darci da fare per studiare come risolvere una controversia internazionale senza fare ricorso alla guerra, cioè come si fa una gestione nonviolenta di un conflitto politico.

018Un litigio per la tv

Provare a risolvere un conflitto quotidiano attraverso la negoziazione e la ricerca di soluzioni positive.

Due volontari rappresentano il gioco di ruolo che il conduttore illustra con il litigio finale:

Luisa, la sorella minore, sta giocando con i cubi da costruzione davanti al televisore. Se ne va per qualche minuto; nel frattempo arriva Marco, il maggiore, che accende la tv e comincia a guardare il suo programma preferito, calpestando la costruzione di cubi ormai sparpagliati intorno a lui. Luisa torna e dichiara arrabbiata che nella stanza c'era prima lei e che il fratello dovrà farle il favore di spegnere il televisore. Andrea risponde che lui era lì da prima e che non lo spegnerà. Lei insiste, lui resiste. Lei spegne il televisore. Lui lo riaccende. La scena si ripete più volte finché Luisa, piangendo, va a raccontare tutto alla mamma. Che cosa succede adesso? Come si sarebbe potuto evitare il litigio?

Al termine della messinscena il conduttore chiede come si può risolvere, a questo punto, la situazione in modo da soddisfare al meglio le esigenze di entrambi i fratelli. I ragazzi espongono tutte le possibili soluzioni del conflitto, che vengono riportate sulla lavagna.

 

    

 

 

 

 

Pubblicazioni

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