Giornata della memoria 2019

L’Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione di Salerno e l'Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno organizzano un percorso didattico per raccontare l’applicazione delle leggi razziali a scuola.

Leggi tutto...

Scuola Genitori

Percorso formativo laboratoriale per genitori presso l' Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno

Aprile - Giugno 2018

Brochure scuola genitori

Giornata della Memoria 2018

 In occasione della Giornata della Memoria 2018 dall'1 al 10 febbraio sarà possibile visitare la Mostra di disegni e poesie dei bambini del campo di Terezin allestita presso l'Istituto Comprensivo G. Romano di Eboli.

 

DaL 19 gennaio, presso l'Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Salerno è allestita la mostra "A scuola con il duce. L'istruzione primaria nel ventennio fascista".

La mostra ripercorre le tappe e i momenti più significativi della scuola elementare fascista attraverso pannelli riproducenti illustrazioni a colori, fotografie e testi ripresi dai manuali scolastici e dai quaderni degli scolari di allora.

 

Le immagini testimoniano il percorso di progressiva fascistizzazione delle giovani generazioni attraverso la scuola, percorso che con i decreti del 1938 ha portato all'esclusione di insegnanti e alunni ebrei dalle scuole pubbliche italiane di qualsiasi ordine e grado.

La bellezza e il male

image005

La bellezza e il male” è il titolo della giornata di studio promossa dall’Associazione “Coordinamento solidarietà e cooperazione “in collaborazione con l’Archivio di Stato di Salerno che si è tenuta nel Salone Bilotti il 27 gennaio, giornata della Memoria che ricorda l’apertura dei cancelli di Auschwitz nel 1945, alla presenza di docenti e allievi dell’ultimo anno di diversi licei cittadini.

Non è stato un semplice evento celebrativo, e non voleva esserlo, piuttosto una occasione di approfondimento della conoscenza storica che può aiutare a fare i conti con il proprio passato, ad essere attenti e vigili su quello che accade oggi, per poter immaginare un futuro migliore per le nuove generazioni.

E’ stato importante sapere che Hitler creò in Cecoslovacchia un “campo modello” di Terezin dove furono internati molti artisti e musicisti fra i migliori di Europa che seppero creare ed eseguire musica di altissimo livello nell’anticamera di Auschwitz. Ci si è chiesti come fosse stato possibile comporre ed eseguire musica in un campo di concentramento , convivendo quotidianamente con la fame, le malattie e la morte, anche con la connivenza e poi con l’esplicita approvazione dei loro aguzzini..

E qui le risposte non sono semplici così come ha affermato la prof.ssa Recchia Luciani dell’Università di Bari : “Certo gli internati cercavano di salvaguardare la propria umanità attraverso l’arte che divenne una coraggiosa battaglia di libertà interiore ma non basta , occorre domandarsi se dietro non ci fosse altro e di più, attinente alle pieghe oscure e recondite della nostra umanità, inconfessabili segreti che si ha il dovere di cercare e di svelare”

Qualcosa di questa vicenda rimanda per dirla con Primo Levi ”all’ambiguità umana provocata fatalmente dall’oppressione” alludendo a quella “zona grigia” nella quale si sfuma la demarcazione fra vittime ed aguzzini.

La visione del video magistralmente realizzato e montato dal professore Pellegrino, filosofo e musicologo, ha impressionato per l’intreccio fra le testimonianze dei sopravvissuti che esprimevano pareri contrastanti sugli artisti che si erano prestati a suonare per i nazisti o su Kurt Gerron ,attore e regista famoso che, sperando di salvarsi la vita, realizzò un film/fiction da diffondere in Europa , in cui si vedevano gli Ebrei lavorare, studiare, giocare a pallone, protagonisti involontari di una tragicommedia finalizzata alla propaganda.

Ed anche qui il richiamo al presente è forte perché, oggi, soprattutto sui giovani ,preme ossessiva una “propaganda /marketing” che, servendosi della tecnologia più avanzata , invita al consumo in maniera parossistica e bulimica , pericolosa individualmente e socialmente.

Le note di due sinfonie suonate dalla Prof.ssa Gallozzi, di Viktor Ulmann, discepolo di Schonberg, internato a Terezin e morto ad Auschwitz, hanno concluso l’incontro.

 Tutti gli intervenuti hanno poi visitatola mostra ”I disegni e le poesie dei bambini di Terezin” allestita nella cappella di San Ludovico nello stesso Archivio che comprende 60 riproduzioni di quella produzione molto più vasta trovata nel campo, risultato del lavoro di tanti insegnanti volontari che cercarono di alleviare così il tragico soggiorno dei più piccoli nel campo.

La mostra- rivolta alle classi che ne faranno richiesta per delle visite guidate – è durata sette giorni.

Rimane un anno per rielaborare ciò che è stato visto ed ascoltato , in attesa di un altro evento dalla forte connotazione formativa.

Pubblicazioni

Consumo critico e buone pratiche

ConsumoCritico Cover

Anno di pubblicazione: 2010

Qui non ho visto nessuna farfalla

disegnofarfallasfondo

Materiali per una didattica della memoria

Anno di pubblicazione: 2006

Leggi tutto...

Educazione interculturale

Educazione Interculturale

Dal rispetto delle diversità all'arricchimento reciproco

Anno di pubblicazione: 2001

Leggi tutto...