Giornata della memoria 2019

L’Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione di Salerno e l'Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno organizzano un percorso didattico per raccontare l’applicazione delle leggi razziali a scuola.

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Scuola Genitori

Percorso formativo laboratoriale per genitori presso l' Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini di Salerno

Aprile - Giugno 2018

Brochure scuola genitori

Giornata della Memoria 2018

 In occasione della Giornata della Memoria 2018 dall'1 al 10 febbraio sarà possibile visitare la Mostra di disegni e poesie dei bambini del campo di Terezin allestita presso l'Istituto Comprensivo G. Romano di Eboli.

 

DaL 19 gennaio, presso l'Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Salerno è allestita la mostra "A scuola con il duce. L'istruzione primaria nel ventennio fascista".

La mostra ripercorre le tappe e i momenti più significativi della scuola elementare fascista attraverso pannelli riproducenti illustrazioni a colori, fotografie e testi ripresi dai manuali scolastici e dai quaderni degli scolari di allora.

 

Le immagini testimoniano il percorso di progressiva fascistizzazione delle giovani generazioni attraverso la scuola, percorso che con i decreti del 1938 ha portato all'esclusione di insegnanti e alunni ebrei dalle scuole pubbliche italiane di qualsiasi ordine e grado.

Modelli educativi tradizionali

Il modello autoritario vede l’imposizione dell’autorità dall’alto, cosa che provoca, in chi subisce l’imposizione, un reazione risentita: la sottomissione di chi subisce è solo esteriore, e inoltre non produce senso di autonomia o di responsabilità, ma solo dipendenza e mancanza di iniziativa in chi è in posizione “down”; chi subisce l’imposizione verrà inoltre inibito anche nelle sue capacità collaborative e soprattutto nella sua capacità di prendere in debita considerazione le necessità altrui.

L’altro è il modello permissivo, lassista, in cui è la volontà di chi sta in basso – ad es. alunno o figlio – ad essere imposta al genitore o insegnante; in questo caso, è quest’ultimo a provare risentimento, e questo risentimento verrà fatto “pagare” in altro modo all’altro, al responsabile dell’imposizione.

Questo è quello che si verifica di solito quando una persona non vede soddisfatti i propri bisogni, e il conflitto del resto sorge proprio ogniqualvolta vi siano due bisogni contrapposti, ovvero quando vi è una discordanza fra due o più persone a livello di valori. Ora, noi educatori (genitori e/o insegnanti) siamo, spesso inconsapevolmente, portatori di modelli educativi di questo tipo – spesso di tipo autoritario – che tendiamo, altrettanto inconsapevolmente, a riprodurre verso i nostri figli o alunni, ovvero a capovolgere nel contrario (da autoritario a permissivo , o da permissivo ad autoritario), o a mescolare l’uno con l’altro, alternandoli a seconda della situazione. Su questo punto, è possibile riflettere attraverso ad esempio dei laboratori di autobiografia educativa, nei quali si è invitati ad analizzare come l’educazione familiare o scolastica da noi a suo tempo “subita” sia rifluita nelle nostre attuali modalità educative di genitori o insegnanti.

Pubblicazioni

Consumo critico e buone pratiche

ConsumoCritico Cover

Anno di pubblicazione: 2010

Qui non ho visto nessuna farfalla

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Materiali per una didattica della memoria

Anno di pubblicazione: 2006

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Educazione interculturale

Educazione Interculturale

Dal rispetto delle diversità all'arricchimento reciproco

Anno di pubblicazione: 2001

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