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La mostra utilizza la metafora del viaggio e si compone di dieci ambienti tematici, corredati da immagini, video, testimonianze dei sopravvissuti, documenti storici. L'intento è quello di uscire dal modello solo visuale - che implica una ricezione piuttosto passiva e a volte spettacolare - per coinvolgere direttamente i ragazzi in attività strutturate (role-plays, simulazioni, disegni, ecc.). E' un'occasione formativa rivolta al mondo della scuola per potenziare nei giovani la capacità di leggere diacronicamente i fatti storici e sperimentare nuove modalità di trasmissione della memoria che sappiano avvicinare le generazioni per costruire insieme forme di resistenza critica alla discriminazione e alla violenza. Il percorso completo, per una scolaresca divisa in gruppi da quattro/sei allievi, dura circa 2 ore: all'ingresso i ragazzi, accolti da un animatore, ricevono un taccuino di viaggio che li accompagnerà per tutto il percorso, che porteranno con sé ed essere utilizzato per proseguire il lavoro in classe. Deposti all’ingresso zainetti e soprabiti, gli studenti vengono accolti in un primo spazio che rievoca l’esperienza della partenza forzata per i campi di concentramento (fischi di treni, latrati di cani, comandi imperiosi delle SS, voci impaurite dei deportati); sul polso viene loro timbrato un numero, che sta a simboleggiare la perdita della loro identità, ed iniziano il "viaggio" conoscitivo attraverso dieci ambienti: la discriminazione, la destinazione ignota, la lingua sconosciuta, la divisa, la punizione, il freddo e la fame, la solidarietà, la fatica e il lavoro, i ricordi, il ritorno. Ogni quadro è costituito da uno spazio delimitato da pannelli, che sono assemblati in modo da riprodurre – in sezione – la forma stilizzata di farfalle, come a forma di farfalla sono le basi di appoggio dei singoli pannelli. Agli insegnanti viene consegnato un kit didattico- contenente un opuscolo e un CD rom - per l'approfondimento e la ricerca, basato su testimonianze, brevi filmati e ulteriori attività da svolgere con i ragazzi in classe, bibliografia, sitografia e filmografia essenziali. |
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