RELAZIONE
FINALE SUL “CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI, OPERATORI DELLO SVILUPPO E
RAPPRESENTANTI DI ENTI LOCALI SULLA GESTIONE POSITIVA DEI CONFLITTI”
SALERNO
– Febbraio/Aprile 2001
L'associazione
"COORDINAMENTO SOLIDARIETA' E COOPERAZIONE”, promotrice del corso a
livello locale, è da anni impegnata nel territorio salernitano sui temi del
consumo equo e della formazione. Ha promosso e realizzato corsi di formazione
nelle scuole, sia con alunni che con insegnanti, sui temi della pace, della
gestione positiva e non violenta dei conflitti, dell’educazione allo sviluppo
e alla interculturalità. La sede dell’Associazione in Vico Piantanova, 17/19
a Salerno ospita una
biblioteca in cui è possibile consultare testi sulle tematiche e sulle
metodologie dell’Educazione alla Pace, sulla didattica interculturale, la
psicopedagogia, la letteratura per ragazzi, l’educazione allo sviluppo e alla
mondialità ed è sede anche della Bottega del Commercio Equo e Solidale
"equAzione".
In questi anni l’associazione ha partecipato a
diverse esperienze di formazione pedagogica centrate sull’obiettivo
dell’educazione alla pace e alla luce di tali
esperienze si è ritenuto che sia compito di ogni educatore acquisire
strumenti che facilitino una trasformazione
della nostra realtà orientata maggiormente verso una cultura di pace.
Questa
trasformazione, infatti, per i difficili cambiamenti che comporta sul piano
personale, attiva una dinamica psicologica complessa; la costruzione di una
cultura di pace ha però dalla sua, sul piano individuale, l’esigenza di
benessere presente in ogni individuo, orientata verso una piena integrazione del
Sé e, sul piano sociale, il
processo storico politico che ha decretato il fallimento della guerra come
modalità di risoluzione dei conflitti tra gli stati (basti vedere quello che è
accaduto nell’ultimo anno e mezzo).
In questo senso la costruzione di una cultura di pace
è un processo che potenzialmente si può realizzare in qualsiasi ambito
professionale o relazionale, più realisticamente, però, è possibile
promuoverlo in un contesto di aiuto terapeutico o in un contesto di formazione
pedagogica.
E proprio a partire da tale esperienza di formatori e
di pedagoghi che si inserisce questo nuovo progetto organizzato con il CISP,
partner che già in altre occasioni ha collaborato e supportato
l’associazione "COORDINAMENTO SOLIDARIETA' E COOPERAZIONE” nella
realizzazione di corsi di formazione realizzati nell’area della
provincia di Salerno.
Il
corso in oggetto, rivolto ad insegnanti, operatori e rappresentanti degli Enti
Locali, ha avuto come tema centrale “La gestione positiva dei conflitti” e
si è svolto nell’arco di due mesi, iniziando
il 28/2/2001 e concludendosi il 24/4/2001 con le giornate di studio
internazionali.
Sia
la Provincia che il Comune di Salerno hanno dato il patrocinio morale alla
manifestazione.
Il
corso è stato strutturato in tre parti: una serie di incontri in plenaria,
aperti anche a persone non iscritte; quattro laboratori interattivi, solo per i
corsisti, e due giornate di Incontro Internazionale, aperte a tutta la
cittadinanza.
Inizialmente
si sono avute 45 iscrizioni e concretamente al corso hanno partecipato 34
persone, 13 insegnanti, 5 rappresentanti di Enti Locali e 14 operatori di
Associazioni locali.
Gli
incontri plenari, si sono svolti secondo il seguente calendario:
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28 febbraio 2001 – “Il conflitto: che ne vogliamo fare? Introduzione
alla gestione, trasformazione e risoluzione non violenta dei conflitti” -
Relatore Roberto Tecchio.
-
16 marzo 2001 – “Testimonianze dalla Palestina. Relazioni tra donne
nei luoghi di conflitto” – Relatrice Luisa Morgantini.
-
26 marzo 2001 – “Micro-macro: rapporti tra conflitti personali e
conflitti internazionali” – Relatore Francesco Tullio.
-
2 aprile 2001 – “Stare sulla soglia: la mediazione dei conflitti”
– Relatore Enrico Euli.
I
quattro laboratori di tre ore ciascuno – a cui hanno preso parte i corsisti
divisi in due gruppi - si sono
svolti nei giorni 9, 21, 30 marzo e 4 aprile 2001.
Nella
fase di progettazione dei laboratori si è lavorato tenendo ben presenti i punti
più qualificanti delle esperienze formative realizzate dal gruppo di formatori
dell’associazione, concretamente:
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La fase del contratto: in questa fase si lavora sulle aspettative
dei partecipanti, favorendo subito un loro coinvolgimento attivo. Vengono
chiariti i presupposti culturali dell’esperienza formativa sottolineando
in particolare l’importanza del conflitto come momento centrale creativo
in quanto luogo in cui emergono più chiaramente, dietro le diverse
posizioni dei membri del gruppo, i valori naturali; al tempo stesso il
conflitto viene esaminato anche come il luogo in cui agiscono con più
vivacità i meccanismi di scissione e accanimento. | |
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L’analisi della cultura istituzionale o di gruppo: attraverso
l’utilizzo di esercizi individuali o di gruppo, o di altre tecniche
creative, si può analizzare la relazione esistente tra i valori affettivi
veicolati dal proprio compito e il tipo di cultura esistente
nel gruppo, chiarendo ed elaborando le diverse posizioni culturali
dello stesso. | |
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L’uso della creatività: viene così facilitata l’elaborazione
dei conflitti poiché è possibile contenere e superare l’emotività che
é presente solitamente nei gruppi quando si confrontano posizioni
diverse; tale obiettivo si ottiene trasferendo il conflitto sul piano
simbolico attraverso l’uso di giochi creativi o attraverso
l’esperienza della simulazione che aiuta a lavorare su un pensiero
multiplo che tiene conto di più punti di osservazione. | |
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La necessità di avere chiaro un percorso e un progetto finale
tenendo conto sia dei diversi livelli di conflittualità presenti sia dei
percorsi necessari per risolverli. |
Partendo
da questi punti chiave si sono poi concretamente elaborati i quattro laboratori:
1° incontro
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Consegna della cartellina | |
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Gioco di conoscenza. “Il grande vento soffia su….” Tutti
seduti in cerchio eccetto il conduttore che inizia il gioco dicendo: Il
grande vento soffia su tutti quelli che come me…ed aggiunge un
esperienza, un particolare gusto, abitudine che possa essere condivisa dai
presenti. Coloro che sentono “il vento soffiare” devono alzarsi ed
occupare un’altra sedia. Chi rimane senza sedia continua il gioco) | |
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Aspettative: vorrei….non vorrei…….sono disposto a….. |
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Break |
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Role-play: condominio 7 attori; militare 40 anni sposato di origine
meridionale; ex sessantottino; coppia sposi lui informatico lei bella e
oca; sessantenne donna decaduta economicamente, non paga; amministratore;
imprenditore berlusconiano; osservatori (scheda: affittiamo il locale si o
no? alleanze? mediatori? cambiamento di posizione? soluzione accettata o
imposta? soddisfa le parti?) | |
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Dopogioco. Discussione ed approfondimento su: modalità di
relazione, cambiamento di posizione, clima facilitante, il conflitto:
bisogni, disagi, problemi. | |
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Consegna Scheda sulla Palestina “Biladi Biladi” |
2°
Incontro
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Gioco di riscaldamento: ti piacciono i tuoi vicini (Seduti in
circolo, con una sedia in meno. La persona senza sedia chiede ad un altro
seduto: Ti piacciono i tuoi vicini? Tre possibili risposte: 1. Sì (i due
vicini si scambiano di posto); 2. si, ma preferisco i vicini di…X (
allora i propri vicini si scambiano di posto con i vicini di X); 3. no
(tutti si alzano e cambiano posto, compreso l’interrogato). C’è
sempre una persona che resta in piedi e deve cercare di sedersi |
·
Gioco del
cieco. (Si formano delle coppie: ogni coppia è formata da una persona bendata,
il cieco, che è guidato dall’altro in un percorso. Non si può assolutamente
comunicare verbalmente. Dopo 3 minuti ci si scambiano i ruoli).
·
Debreifing.
Discussione e approfondimento su: relazione e disagio, comunicazione non
verbale, clima generale.
·
Break
·
Quella
volta che….(ho evitato il conflitto, ho dominato l’altro, ho trovato un
compromesso, ho ceduto, ho collaborato, ho negato il conflitto. L’esercizio si
svolge in diversi fasi: 1) individuale 2) in gruppi di quattro 3) in plenaria.
·
Debriefing.
Riflessione e discussione su: comportamenti propri e “dell’altro”,
sentimenti, cosa hai fatto tu cosa ha fatto l’altro, come ti sei sentito tu e
l’altro?
·
Storiella
Zen
·
Gioco
finale: Il clap (In piedi e in circolo tutti eseguono a turno il movimento
proposto dal conduttore: piegare le gambe e contemporaneamente fare il gesto di
raccogliere da terra il Clap per poi passarlo al vicino battendo le mani. Se
l’altro non apre le mani in sincronia il Clap cade e si dovrà ripetere il
passaggio.)
3°
incontro
·
Gioco di
riscaldamento: il risveglio del bosco (ognuno deve riprodurre un rumore, si
aggiungono e si sottraggono stringendosi le mani)
·
Q-sort
(Queste sono state alcune delle definizioni date dai corsisti: il conflitto è
un ping-pong; il Conflitto è l’origine di ogni sofferenza; quando due persone
entrano in conflitto si amano; il conflitto che si evita è l’unico che si
risolve; il conflitto è una tempesta incontrollabile; il conflitto è uno
spettacolo pirotecnico che alla fine lascia solo il silenzio; il conflitto
distrugge la comunicazione; il conflitto è piacere di litigare; il conflitto
non è un campo sportivo; il conflitto rende capaci di utilizzare al meglio le
proprie risorse; nel conflitto l’importante è avere le armi migliori; il
conflitto è il sole della vita; nel conflitto è importante avere chi ti medica
le ferite; il conflitto non è New Age.) 10 min da soli, poi si compila il
cartellone.
·
Break
·
Scegliere
un Conflitto e vivisezionarlo per risolverlo creativamente.
·
Gioco
finale: la pioggia. (Il gruppo sta in un cerchio stretto. L’animatore passa un
gesto con suono nel cerchio che viene ripetuto finché ritorna dal conduttore
che ne manda un altro. Sequenza dei suoni. 1. battere le dita, 2. battere il
petto, 3. battere le cosce, 4 battere i piedi, 5 battere il sedere, 6. battere
le mani, 7. schioccare le dita, 8. schioccare la lingua, 9. sfregare le mani, 10
fare sciii, 11 fare il segno del silenzio. L’effetto finale è una gran
pioggia che piano paino finisce.)
4°
incontro
I
due gruppi vengono riuniti
·
Gioco di
riscaldamento: la scossa di energia. (Il gruppo sta in cerchio e si tiene per
mano. Il conduttore manda una stretta di mano in giro per il cerchio, prima da
un lato e poi dall’altro. Poi manda 2 o più scosse contemporaneamente a
destra e sinistra. Le scosse non devono perdersi ma devono ritornare al
conduttore.)
·
Esercitazione:
global express
1. Ci si
divide in 2 gruppi
2.
al 1 gruppo vengono date informazioni per calarsi nei panni della parte
palestinese, all’altro della parte israeliana
3.
separatamente vengono analizzate la validità delle proposte e si possono
apportare eventuali modifiche
4.
si elegge uno o due rappresentanti per ciascuno degli 8 punti della
scheda (che tutti già hanno ricevuto in precedenza) sul conflitto mediorientale
per poi incontrare il proprio corrispettivo dell’altro gruppo al fine di
trovare un accordo
5.
riferire, tornando in gruppo, sull’esito dello scambio
6.
i due gruppi insieme valutano l’esito dei colloqui
·
Discussione
successiva al role-play su : modalità della relazione, cambiamento della
posizione, clima facilitante, il conflitto.
·
Doni
finali. ( vengono distribuiti dei biglietti da visita con busta. Si chiede ai
partecipanti di scrivere una frase di saluto/augurio al termine del corso. Dopo
che sono stati consegnati il conduttore li mescola e li ridistribuisce a caso.
In circolo, ciascuno legge il proprio biglietto e lo conserva come “dono”)
·
Saluti
Le
sessioni plenarie e i laboratori si sono sostanzialmente alternati,
l’obiettivo infatti era quello di dare una visione teorica e la possibilità
di una sperimentazione pratica in relazione alle tematiche affrontate. Si è
anche cercato di mantenere un filo conduttore fra i due momenti riprendendo
durante i laboratori i temi più “scottanti” emersi durante le conferenze
frontali. Sono stati inoltre, distribuiti i materiali dei relatori in modo da
fornire ai corsisti, in itinere, anche un supporto teorico come spunto di
ulteriori e personali approfondimenti.
Le
giornate di studio con il partner straniero hanno avuto luogo nei giorni 23 e 24 aprile.
Inizialmente
era prevista la presenza di due ospiti palestinesi, Mohammed Alami,
rappresentante di PRCS di Gerusalemme e Suleymán Ka’abneh di UNRWA, ma poi,
per ragioni contingenti alla grave situazione di emergenza in Palestina, ha
potuto essere presente solo il rappresentante della minoranza beduina Suleymán
Ka’abneh.
L’imprevisto
ha naturalmente comportato una serie di difficoltà e la necessità di
ricalibrare i due giorni di incontro che erano stati programmati in previsione
dell’esposizione di due esperienze.
Si
è comunque ovviato all’imprevisto
attivando risorse a livello locale. E’ stato infatti invitato a partecipare al
seminario il signor Habib Marouf, un figlio di profughi che hanno lasciato la
Palestina in seguito alla creazione dello stato di Israele, che vive e opera già
da diverso tempo nella provincia di Salerno.
Gli
incontri sono stati divisi in due giornate in cui sono state approfonditi vari
temi, inseriti naturalmente nell’ambito della più ampia “questione
palestinese”.
In
maniera specifica si è dato ampio spazio alla situazione dei beduini, minoranza
all’interno della Palestina. E’ stato proiettato un video, molto
interessante, sulla vita di una comunità beduina e Suleymán Ka’abneh ha
raccontato la sua personale esperienza di rappresentante di una minoranza che,
in quanto tale, subisce effetti peculiari estremamente devastanti in seguito al
conflitto con Israele.
Habib
Marouf ha parlato della questione palestinese in generale e ha poi raccontato la
propria personale esperienza di ragazzo che ha dovuto crescere lontano dalla
terra di origine. Sono stati anche proiettati due video sulla situazione nei
campi profughi e sugli avvenimenti che hanno fatto seguito all’inizio della
nuova Intifada,.
Si
è anche organizzato un incontro con i due invitati presso la sede
dell’Istituto Magistrale “Alfano I” a Salerno a cui hanno partecipato
circa cento studenti e una ventina di docenti. L’esperienza è stata
caratterizzata dalla vivacità tipica dei ragazzi che hanno fatto molte domande
ai due relatori e alla rappresentante del CISP che ha moderato l’incontro.
La
televisione locale “Tele Diocesi” ha anche realizzato un servizio
sull’incontro con gli studenti, intervistando gli ospiti palestinesi e la
coordinatrice nazionale del progetto e rappresentante del CISP.
Le
giornate di approfondimento sul conflitto mediorientale hanno rappresentato un
momento estremamente proficuo e ricco di stimoli per i partecipanti. Sicuramente
è stato possibile cogliere delle “sfumature” relative alla questione che
non sempre sono messe in evidenza quando si parla del conflitto
israelo-palestinese come ad esempio alcune implicazioni di tipo economico o la
cosiddetta questione dell’acqua.
Un
altro aspetto molto interessante delle giornate di incontro internazionale è
stato il grande interesse suscitato dagli interventi della coordinatrice
nazionale del progetto e rappresentante del CISP che ha molto bene illustrato il
lavoro delle ONG sui luoghi dei conflitti e nelle emergenze. Gi studenti
dell’Istituto magistrale “Alfano I” sono stati molto incuriositi e hanno
fatto domande a tal riguardo dando l’opportunità di introdurre anche delle
tematiche più squisitamente legate allo sviluppo e alla intercultura. Anche fra
i partecipanti alle giornate di seminario si è aperto un dibattito animato sul
ruolo che le ONG dovrebbero avere e sul concetto di sviluppo. Si è avuta così
un’ulteriore opportunità di approfondimento del tema “conflitto” e alla
fine delle giornate di studio la sensazione dei partecipanti, ma anche degli
organizzatori del corso, è stata quella di aver veramente avuto l’occasione
di guardare alla questione mediorientale da “molteplici punti di vista”.
Sicuramente è stato possibile evidenziare anche la grande difficoltà nel
concreto di “gestione positiva dei conflitti”, a tal proposito basti pensare
alla difficoltà oggettiva di organizzare le giornate prevedendo anche una
partecipazione di rappresentanti israeliani.
Il
corso sulla gestione dei conflitti ha sicuramente rappresentato un’ulteriore,
significativo momento di crescita per l’associazione "COORDINAMENTO
SOLIDARIETA' E COOPERAZIONE”. Il gruppo di progettazione ha partecipato
all’elaborazione del corso e dei laboratori che sono stati condotti da tre
formatori dell’associazione. Grazie
a questa iniziativa, inoltre, l’associazione ha potuto ulteriormente
consolidare la rete di relazioni, formali ed informali, all'interno della città,
cosa che faciliterà senz’altro l’organizzazione e la realizzazione di
ulteriori progetti formativi futuri.
Il
rapporto con il CISP è stato caratterizzato, come sempre, da scambi improntati
a forte collaborazione sia nella fase di progettazione
che in quella di realizzazione del corso.